p 191 .

Paragrafo 3 . L'eterno ritorno.

     
La  vita,  liberata da tutte le forme di Assoluto,    ridotta  a  una
finitezza  tutta  terrena:  ma  in  essa  si  concretizza  l'eternit.
Nietzsche  -  come  ha  scritto A. Banfi -  eternizza  il  carattere
integralmente terrestre e immanente della vita.(60)
     E'   il   problema   difficile,  oscuro  -  e  affascinante   -
dell'eterno ritorno.

Al di l della retta e del circolo.
     
Quando  l'uomo  ha  pensato il movimento delle cose  e  dell'universo,
scandito dal fluire del tempo, lo ha sempre spazializzato e ricondotto
a una figura geometrica, il circolo o la retta: il primo a indicare il
ripetersi   degli  eventi,  la  seconda  a  significare  il   continuo
rinnovarsi  delle  cose. In entrambi i casi, per, la geometrizzazione
implica quantificazione e misurabilit.
     Nietzsche  vuole  andare oltre la concezione  quantitativa  anche
rispetto al divenire delle cose nel tempo, perch - in qualsiasi forma
si  manifesti,  circolare  o  rettilineo - un  movimento  misurabile
presuppone un principio e una fine. L'eternit, come diceva  Agostino,
  solo  di Dio, perch Dio  fuori del tempo: tempo ed eternit  sono
grandezze  incommensurabili; per l'uomo, come per tutte  le  cose  che
nascono e muoiono, non pu esserci eternit.
     
Il divenire e la scienza moderna.
     
Se  lasciamo  da  parte  Dio e ci rivolgiamo alla  scienza  moderna  i
risultati  non cambiano: l'eternit non  attribuibile agli  individui
che  sono  i  protagonisti  del divenire, ma solo  all'indifferenziato
(energia oppure nulla); come mostrano sia la concezione di un universo
governato dalle leggi della meccanica e ridotto

p 192 .

a   un  sistema  reversibile  sia  i  princpi  della  termodinamica
(entropia) che prevedono la morte termica dell'universo.
     Nel   primo   caso  si  pensi  alla  legge  della   conservazione
dell'energia  e all'ipotesi dell'universo pulsante: da una  quantit
di  pura  energia  (assolutamente  indifferenziata)  si  passa  a  una
progressiva differenziazione nei vari corpi dell'universo, per tornare
poi  -  con  un  processo  inverso -  alla  pura  energia  iniziale  e
indifferenziata.
     Per  quanto riguarda il principio dell'entropia,  noto che  esso
prevede  un passaggio da un iniziale ordine (assenza di differenze)  a
un  crescente disordine (differenziazione) destinato per ad approdare
al nulla (indifferenza assoluta).(61)
     Sicuramente Nietzsche era a conoscenza delle teorie che si  erano
affermate o si stavano affermando in campo scientifico,(62) ma -  come
abbiamo  detto  -  egli si pone al di l di esse, perch  a  Nietzsche
interessa l'eternit della differenza. Come Hegel aveva voluto salvare
il   Mondo   dal  Nulla,  cos  Nietzsche  vuole  salvare   il   Mondo
dall'indifferenza (sia essa il Nulla oppure l'Essere).
     
Ritornare  l'essere di ci che diviene.
     
Quando si misura il tempo con l'orologio, i secondi, i minuti e le ore
sono  tutti  uguali:  identiche le tacche del  quadrante  analogico,
regolare  il  succedersi dei numeri su quello  digitale.  E  l'istante
passato    inafferrabile, non lo puoi trattenere. In questo  modo  la
vita    una  corsa  inarrestabile verso il nulla,    -  come  diceva
Schopenhauer - una morte sempre rinviata.
     Quando  si  misura  il tempo con la vita, gli  istanti  sono  uno
diverso dall'altro, e ogni istante che  il presente lo percepiamo (lo
viviamo)  carico di passato e di futuro: in ciascuno  di  noi  rivive,
momento per momento, non solo il passato individuale, ma anche  quello
del  genere  umano, e della scimmia e del verme che stavano all'inizio
della catena dell'evoluzione. Questo rivivere del passato non , per,
una questione genetica o meccanica: quando l'individuo  padrone di s
-  come  diceva  Stirner - fa vivere in s quello che egli  vuole  che
riviva;  l'uomo superiore  creatore non solo rispetto al  futuro,  ma
anche rispetto al passato.(63)
     Nessun  uomo,  se riflette (si tratta, infatti, di riflessione  e
non  di  romantico sentimentalismo), pu pensare la propria vita  solo
come  totalit che permane:  vero che il passato non  perduto e  che
tutti i nostri ieri
     
     p 193 .
     
     (come  tutti i nostri domani) sono nel nostro oggi; ma, al  tempo
stesso,  tutti i nostri giorni sono uno diverso dall'altro e non  sono
nemmeno  una  somma dei giorni e degli istanti passati, non  sono  una
meccanica accumulazione di esperienza e di conoscenza. Ognuno  vive  e
rivive  il  passato che vuole vivere e rivivere; e l'istante  passato,
rivissuto nel presente, non  uguale a quello vissuto nel passato.
     Questo    il  modo  in  cui - secondo  Nietzsche  -  il  passato
ritorna, il mondo in cui ogni istante, nella sua finitezza estrema, si
fa infinito ed eterno.(64)
     Ogni   istante   della   nostra   vita,   quindi,      destinato
all'eternit,  a  rinnovarsi e a rivivere:  i  miei  gesti  che  hanno
portato alla scrittura di queste parole sono indelebili; posso premere
ripetutamente il tasto che cancella, potranno scomparire  i  caratteri
davanti  ai  miei  occhi, ma l'azione compiuta non    eliminabile  da
un'azione successiva.
     Nella  poesia La scritta invincibile Bertolt Brecht parla  di  un
carcerato  che sul muro della cella aveva scritto con il  lapis  viva
Lenin; fu mandato allora un imbianchino che copr con la calce quelle
parole;  ma  sul muro ricomparve, tracciato dal pennello,  quel  viva
Lenin; fu mandato un altro imbianchino che copr con la vernice tutta
la  parete; ma, quando la pittura fu asciutta, laddove la vernice  era
stata  passata due volte, riaffior la scritta; fu allora  mandato  un
muratore che con lo scalpello raschi via quel viva Lenin, che  cos
 ora scolpito sulla parete della cella.(65)
     Ogni  istante della nostra vita, allora, merita di essere vissuto
con  tutta  la sua carica di eternit: vivi come se tu dovessi  vivere
ogni momento in eterno.
     Il  peso  pi grande. Che accadrebbe se, un giorno o una  notte,
un dmone strisciasse furtivo nella pi solitaria delle tue solitudini
e  ti  dicesse:  "Questa vita, come tu la vivi ora  e  l'hai  vissuta,
dovrai viverla ancora una volta e innumerevoli volte, e non ci sar in
essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore
     
     p 194 .
     
     e  ogni  piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente
piccola e grande cosa della tua vita dovr fare ritorno a te, e  tutte
nella  stessa  sequenza e successione - e cos  pure  questo  ragno  e
questo  lume di Luna tra i rami e cos pure questo attimo e io stesso.
L'eterna clessidra dell'esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu
con  essa,  granello  della polvere!". Non  ti  rovesceresti  a  terra
digrignando  i  denti  e maledicendo il dmone che  cos  ha  parlato?
Oppure  hai  forse vissuto una volta un attimo immenso, in cui  questa
sarebbe  stata la tua risposta: "Tu sei un dio e mai intesi  cosa  pi
divina"? Se quel pensiero ti prendesse in suo potere, a te, quale  sei
ora,  farebbe  subire  una metamorfosi, e forse ti  stritolerebbe;  la
domanda per qualsiasi cosa: "Vuoi tu questo ancora una volta e  ancora
innumerevoli volte?" graverebbe sul tuo agire come il peso pi grande!
Oppure,  quanto dovresti amare te stesso e la vita, per non desiderare
pi  alcun'altra cosa che quest'ultima eterna sensazione, quest'ultimo
suggello?(66).
     L'eterno  ritorno  di  cui parla Nietzsche  non  pu  essere  una
certezza,  una formula matematica o fisica - altrimenti contraddirebbe
se stesso -; forse  solo un'ipotesi, ma l'ipotesi dell'eterno ritorno
agisce  quindi  come  motore della trasformazione,  della  metamorfosi
dell'uomo,   dell'assunzione   nell'uomo   dell'eternit.    L'ipotesi
dell'eterno  ritorno  d, alla vita di chi la fa  propria,  l'impronta
dell'eternit.  L'attimo fugace, il granello di sabbia,  pur  restando
attimo  fugace  e  granello  di  sabbia, acquista  l'eternit.  Questa
dimensione inaudita che la filosofia occidentale, dai Greci in poi, ha
posto  sempre al di fuori del divenire, contrapponendola  ad  esso,  
ricondotta da Nietzsche al suo interno: la contrapposizione  scompare,
ma a differenza della metafisica tradizionale - che per far scomparire
la  contrapposizione  ha negato il divenire  e  la  differenza  -  con
Nietzsche,  come  ricorda Gilles Deleuze,(67)  si  afferma  l'eternit
della diversit  e della differenza.
     In  questa  prospettiva  risulta  ancora  pi  chiaro  perch  la
predicazione  di  Zarathustra  - che annuncer  agli  uomini  l'eterno
ritorno - si apre con il discorso Delle tre metamorfosi.
